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la vita di De Gasperi
fedele alla mia stella
IRS - Alcide De Gasperi - Bologna
discorso di Parigi (1946)
seminari De Gasperi

IL QUESITO DEL REFERENDUM. «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento del costo di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?». Rinviando al titolo della legge di riforma (voluto in previsione della prova referendaria?), obiettivamente il quesito semplifica selezionandoli i molteplici aspetti della riforma; riporta poi pure intenzioni invece di modifiche concrete al testo costituzionale (il contenimento del costo di funzionamento delle istituzioni!): anche a noi appare un quesito che manipola la sostanza della riforma e costruirebbe le basi del Referendum sulla credulità pubblica. Come dovrebbe essere formulato il quesito da sottoporre a un Referendum costituzionale? Cosa dice la legge?
Da precisare che l’art. 138 Cost. distingue sotto un profilo sostanziale tra “leggi di revisione della Costituzione” e le “altre leggi costituzionali” (le prime intervengono direttamente modificandolo sul testo costituzionale; le altre si collocano all’esterno del testo per lo più integrandolo).
Ebbene, l’art. 16 della Legge 25 maggio 1970, n. 352 (“Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”) prevede che “Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente: “Approvate il testo della legge di revisione dell’articolo … (o degli articoli …………………… ) della Costituzione, concernente ………………………… (o concernenti …… ………………), approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero ……… del ……………?”; ovvero: “Approvate il testo della legge costituzionale ………………… concernente …………………… approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero …… del ……………?” (grassetti e corsivi nostri).
Insomma, per una legge di revisione bisogna fare riferimento agli articoli modificati e al loro contenuti, per le altre leggi costituzionali al titolo della legge.
Nel Referendum di dicembre l’Istituto De Gasperi non è fautore né del Si né del No, svolgendo un lavoro di divulgazione e formativo. Insomma non partecipiamo ai conflitti della politica. Tuttavia, mentre ci viene chiesto di esprimere, su materie così eterogenee, un unico si o un unico no, ci viene proposto un quesito che sollecita una risposta a dir poco retorica : alle istituzioni chiederemmo maggiore rispetto per i cittadini quando vengono coinvolti nelle scelte.

GLI INCONTRI DI APPROFONDIMENTO SULLA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE. I quattro incontri del “Focus” promosso dall’Istituto De Gasperi, da Pax Christi di Bologna e dalla Presidenza regionale delle Acli si sono svolti a Bologna, presso il Convento di San Domenico, a breve distanza l’uno dall’altro nel mese di settembre, con grande successo. Clicca e scarica tutti i materiali diffusi: Inviti all’incontro; Lettura nuovo Senato, Lettura nuovo Titolo V della Costituzione (le autonomie); Lettura Modifiche incidenti sulla forma di Governo e altre modifiche; Appunto sul nuovo Senato; Appunto sul nuovo Titolo V; Appunto su Altre Modifiche; intervento del Presidente dell’Istituto De Gasperi Domenico Cella nella tavola rotonda conclusiva.

LA CORTE COSTITUZIONALE, L’ITALICUM E IL REFERENDUM. Avevamo auspicato un vaglio tempestivo della nuova legge elettorale da parte della Corte Costituzionale, per rasserenare la stessa discussione sulla riforma della Costituzione e il Referendum. Invece no. Anzi. L’apposita seduta prevista per il 4 ottobre 2016 per trattare delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Messina e di Torino è stata rinviata, a data da destinarsi e senza motivazioni.

COSTITUZIONI DI IERI, COSTITUZIONI DI OGGI. Dopo decenni il Parlamento ha approvato una riforma vasta e controversa della nostra Costituzione, che prossimamente verrà sottoposta a referendum. Noi accompagneremo le discussioni dei nostri concittadini con l'informazione e il ragionamento critico.
Cominciamo col documento essenziale di ogni discussione, il testo della riforma. Per renderne più umana la lettura proponiamo il "testo a fronte" della Costituzione, articolo per articolo, prima e dopo l'intervento del Legislatore: clicca e scarica Testo a fronte Costituzione prima e dopo la riforma.
Il Senato, è noto, viene radicalmente trasformato (diventa il Senato rappresentativo delle Istituzioni territoriali). Può essere utile e curioso conoscere le discussioni che i Costituenti eletti il 2 giugno 1946 svolsero sull'argomento. Una nostra pubblicazione ricostruisce i momenti essenziali di quelle discussioni e fornisce, per ciascuno di essi, i link agli Atti dell'Assemblea costituente. Cliccandoli il lettore potrà svolgere gli approfondimenti personali desiderati. Clicca e scarica Il Senato all’Assemblea Costituente.
E’ noto che l’atteggiamento di molti sulla riforma della Costituzione (in particolare sul nuovo Senato) è fortemente condizionato dall’Italicum, la nuova legge elettorale per la Camera dei Deputati caratterizzata in senso ipermaggioritario. Il timore è che dal cumulo di queste due riforme possa derivare una brutale semplificazione della nostra vita democratica. Nel febbraio scorso il Tribunale di Messina ha rinviato proprio l’Italicum alla Corte costituzionale per un vaglio sui punti di maggior rilievo (soglia di accesso alla rappresentanza unitamente al premio di maggioranza, mancanza di soglia minima per accedere al ballottaggio, capolista bloccati e pluricandidati). Il giudizio della Corte sulla costituzionalità della nuova legge elettorale arriverà prima o dopo il referendum sulla riforma della Costituzione? Sommessamente, vorremmo sperare che arrivasse prima. Indipendentemente dall’esito della pronuncia, un giudizio così autorevole avrebbe il potere di rassicurare e rasserenare gli animi, disponendoli a quella più attenta considerazione delle cose nel loro proprio ordine senza la quale una democrazia può facilmente smarrire la direzione del proprio cammino.