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la vita di De Gasperi
fedele alla mia stella
IRS - Alcide De Gasperi - Bologna
discorso di Parigi (1946)
seminari De Gasperi

ITALICUM. SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SULLA LEGGE ELETTORALE. CHE FARE ORA? Dopo il comunicato stampa del 25 gennaio, ora abbiamo il testo integrale della sentenza. La Corte considera incostituzionali, fondamentalmente, le modalità del turno di ballottaggio che, attraverso una radicale riduzione dell’offerta politica, comportano nell’attribuzione del premio uno sproporzionato sacrificio dei principi di rappresentatività e di eguaglianza del voto. Invitiamo i lettori a stampare il testo e a sfogliarlo per capirne la struttura. La parte più sostanziosa dei ragionamenti della Corte ci sembra quella che inizia a pag. 47 del testo da noi diffuso. Clicca e scarica Sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum.
La Commissione Affari Costituzionali della Camera, intanto, ha cominciato l’esame delle proposte di legge giacenti utili a modificare la legge elettorale sulla scorta della sentenza della Corte. Insomma ricomincia il confronto. Segnaliamo al riguardo due interessanti interventi: clicca e scarica Zagrebelsky e Pasquino .
Gustavo Zagrebelsky dice (giustamente) che la legge elettorale appartiene ai cittadini (non ai governanti) e che la sua elaborazione dovrebbe avvenire secondo speciali modalità (in particolare, non così a ridosso del voto); dunque, bene il proporzionale che residua strettamente dalla sentenza della Corte, operante per di più in un contesto politico non bipolare come quello dei nostri giorni. Per Gianfranco Pasquino le leggi elettorali incoraggiano e talora addirittura strutturano il contesto politico desiderato. Dalla preferenza per un contesto di vera alternanza, l’orientamento favorevole ad un nuovo Mattarellum, l’uninominale maggioritario a un turno già sperimentato nelle elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001 (senza però quota proporzionale e scorporo).
Un sistema elettorale, naturalmente, non vale l’altro e non dovrebbe risultare da convenienze particolari. Ci chiediamo perché il Mattarellum, invocato autorevolmente qualche settimana fa, sia sparito dalla scena. Eppure tra le proposte giacenti alla Camera c’è anche la sua reintroduzione senza modifiche (proposta a prime firme Nicoletti e Zampa, clicca qui), o con modifiche (proposta Giachetti, clicca qui).
Per le altre proposte, clicca qui

GIORNATA DELLA MEMORIA. ETTY HILLESUM nasce nel 1914 in una famiglia della borghesia intellettuale ebraica e muore ad Auschwitz nel novembre 1943. All’inizio della storia è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale, legge Rilke, Dostoevskij, Jung, è ebrea ma non osservante. Poi un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: “Vietato agli ebrei”. Ottiene di lavorare come segretaria presso il Consiglio Ebraico e di essere trasferita al servizio degli internati nel campo di transito di Westerbork, luogo di smistamento verso i campi di sterminio dell’Europa orientale. Come impiegata del Consiglio Ebraico, entra ed esce dal campo, ma alla fine rimane. “Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l’ho distribuito agli uomini”, il 7 settembre 1943 parte pèr Auschwitz con i famigliari lasciando cadere dal treno una cartolina: “Abbiamo lasciato il campo cantando”.
Ci lascia undici quaderni del Diario iniziato su suggerimento dell’amante, lo picologo Julius Spier, e le Lettere scritte in gran parte dal campo di Westerbork. “Qui molti sentono languire il proprio amore per l’umanità, perché questo amore non è nutrito dall’esterno. Dicono che la gente di Westerbork non ti offra molte occasioni di amarla. Qualcuno ha detto: la massa è un orribile mostro, i singoli individui fanno compassione. Ma ho dovuto ripetutamente riscontrare in me stessa che non esiste alcun nesso causale fra il comportamento delle persone e l’amore che si prova per loro. Questo amore del prossimo è come un ardore elementare che alimenta la vita. Il prossimo in sé ha ben poco a che farci. Maria cara, qui di amore non ce n’è molto eppure mi sento indicibilmente ricca, non saprei spiegarlo a nessuno”.

Clicca e scarica Etty Hillesum, Brani scelti da “Diario” e “Lettere 1941.1943” - Adelphi Edizioni, Etty Hillesum, Biografia

INCOSTITUZIONALE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE. La Corte Costituzionale ha accolto alcune questioni di legittimità costituzionale sollevate da Tribunali ordinari della Repubblica. Ha emesso uno stringato comunicato che ci fa intendere la decisione finale, non le motivazioni, che saranno note solo con la stesura della sentenza vera e propria (attesa nelle prossime settimane). Dal comunicato la nuova legge elettorale viene bocciata nel suo dispositivo essenziale, quel premio di maggioranza sempre attribuito con l’espediente del turno di ballottaggio tra i primi due partiti più votati al primo turno.
Aspettiamo anche noi di conoscere le motivazioni della Corte Costituzionale, ma qualcosa di gravissimo è accaduto: per la Corte la nuova legge elettorale non è che sia “brutta” o “poco bella”, è contraria alla Costituzione; noi aggiungiamo: qualcuno l’ha proposta e qualcuno l’ha votata in Parlamento, dovremmo assistere in queste ore a riflessioni autocritiche. Invece a politici e osservatori interessano le conseguenze della decisione della Corte, non il suo valore. Occultano la gravità di una legge cosi importante come quella elettorale dichiarata incostituzionale e riducono la Corte a un qualunque potere di fatto, cui purtroppo non si può resistere.
Clicca e scarica Comunicato della Corte Costituzionale


TRUMP, GLI AMERICANI E L’AMERICA. Pubblichiamo il testo integrale del discorso di insediamento del nuovo Presidente americano. Comunque lo si giudichi, ci sembra un documento assai importante della nostra contemporaneità.
Segnaliamo due aspetti da valorizzare nella lettura: l’idea che il nuovo Presidente ha di se stesso di fronte ai suoi concittadini (il demiurgo che “trasferisce il potere al popolo”), la società che intende costruire (“prima l’America”, l’America prima di tutto).
Ad integrazione sostanziale del discorso, poco dopo, il nuovo Presidente ha firmato un decreto esecutivo diretto alle agenzie governative per "minimizzare il peso economico e regolatorio" del Patient Protection and Affordable Care Act, l'assicurazione sanitaria con prestazioni minime garantite della precedente Amministrazione, che la nuova "intende abolire".


Clicca e scarica Donald Trump, Discorso di insediamento.pdf


Per nuove e più fortunate iniziative di riforma della nostra Costituzione, riproponiamo TRE possibili punti di vista, valorizzati nei nostri incontri di riflessione sulla proposta bocciata dal popolo italiano.
Fiducia, nonostante tutto, nell’esperienza regionale: non si cambiano le cose solo dal centro, debbono cambiare sia il centro, sia la periferia. Pur correggendo alcuni eccessi della riforma del 2001, le Regioni sono e debbono rimanere, innanzitutto, enti di influente legislazione, sarebbe un vero danno che diventassero istituzioni a netta impronta amministrativa. Va poi preservata la loro autonomia finanziaria, specie di entrata.
E’ giusto pensare a una sola Camera politica. Ma la seconda Camera dovrebbe essere la Camera delle Regioni, la proposta di Emilio Lussu alla Costituente, la Tesi n. 4 del programma del primo Ulivo, l’esperienza del Bundesrat tedesco. La partecipazione della seconda Camera alla formazione delle leggi statali dovrebbe avvenire in materie di sicuro interesse regionale; si dovrebbe scongiurare il formarsi di maggioranze e minoranze di tipo politico-partitico; il voto delle singole Regioni dovrebbe essere espresso unitariamente.
I Governi debbono sempre rispondere al Parlamento. Tuttavia, da decenni e decenni ci mancano dispositivi costituzionali davvero “idonei a tutelare le esigenze di stabilità dell’azione di Governo e ad evitare le degenerazioni del parlamentarismo” (Ordine del Giorno Perassi, settembre 1946). Dottrina ed esperienza pratica li hanno individuati da tempo, ma nemmeno la riforma appena bocciata li realizzava: elezione del Primo Ministro da parte del parlamento per tutta la legislatura, sfiducia costruttiva. Queste cose si possono ottenere solo con la discussione tra movimenti e culture politiche e con ampie maggioranze.