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la vita di De Gasperi
fedele alla mia stella
IRS - Alcide De Gasperi - Bologna
discorso di Parigi (1946)
seminari De Gasperi


Un documento dell'Istituto De Gasperi su


Il documento descrive e stima la consistenza, in Italia e a Bologna, di due aree di emergenza abitativa: un’area di bisogno acuto e di emergenza assoluta (famiglie che si trovano in condizioni economiche veramente critiche e non riescono ad accedere, comunque supportate, al mercato dell’affitto) e un’area grigia di famiglie che, a seguito dello scoppio della crisi economica, si trovano in difficoltà crescente a pagare l’affitto o a rimborsare il mutuo, sino a correre il rischio di “scivolare” nella prima area.
Il documento esamina l’avvio nei primi anni del dopoguerra della politica pubblica per la casa e i suoi sviluppi nei decenni successivi, sino alla non esaltante conclusione dei nostri giorni. In particolare, esaurita la stagione del concorso pubblico alla proprietà dell’abitazione, vengono indicati consistenza e problemi di gestione del patrimonio pubblico di alloggi in locazione secondo il modulo Erp (Edilizia Residenziale Pubblica), indirizzato all’area di bisogno acuto e di emergenza assoluta (a Bologna, sono almeno 4.100 i nuclei regolarmente in graduatoria senza speranza di un alloggio).
Vengono poi prese in considerazione le esperienze allo stato del tutto contenute di canone calmierato secondo il modulo Ers (Edilizia Residenziale Sociale) che, riducendo la diretta responsabilità pubblica, ricorre al mondo del profit sia pure in un’ottica di contenimento della profittabilità (canone d’affitto per l’appunto calmierato) e si rivolge alla “area grigia” (a Bologna sono almeno 3.400 le richieste inevase di un sostegno per il pagamento del canone d’affitto).
Nella parte conclusiva il documento prospetta alcune indicazioni riguardanti tutte le città e più specificamente Bologna, a partire dalla ricostituzione di un adeguato patrimonio di edilizia pubblica e da un uso più efficiente del patrimonio ERP esistente. Importante sotto entrambi i profili la possibilità dell’autorecupero degli alloggi carenti di manutenzione da parte degli assegnatari.
Ma Bologna conosce anche un importante patrimonio di origine ecclesiastica, di proprietà di ordini religiosi o di enti pubblici e privati, un patrimonio talora esposto al degrado e poco utilizzato. A fianco degli enti pubblici in senso stretto si aprono così possibilità per altri soggetti, ciascuno con le sue regole, ma in un auspicabile quadro condiviso…
L’Istituto De Gasperi si rende disponibile ad organizzare momenti di conoscenza e confronto su questi temi tra soggetti pubblici e soggetti di privato sociale.

Scarica e leggi tutto il documento La questione abitativa in Italia e a Bologna



13 SETTEMBRE 2017 / MEDICI SENZA FRONTIERE, AVVENIRE E CORRIERE DELLA SERA: ORRORE NEI CAMPI LIBICI. Avevamo manifestato (lo scorso 1 settembre) i nostri dubbi sulle politiche di “contenimento” dei migranti affidata alla “mano ruvida” dei regimi e dei poteri dei paesi di origine e transito dei flussi migratori. Ora arriva la denuncia di Medici senza frontiere sugli orrori dei campi di contenimento libici: "Ogni nazione che sta consentendo il respingimento delle persone in Libia è complice di gravissimi abusi su esseri umani". Riportiamo la lettera indirizzata al nostro Governo; altre analoghe sono state trasmesse ai Governi europei. A sua volta il quotidiano Avvenire riporta una stima dei profughi imprigionati in Libia: tra gli 800.000 e il milione (400.000 quelli “contabilizzati” dalle autorità di Tripoli). Il quotidiano Corriere della Sera, poi, si chiede cosa stia realmente accadendo in Libia per fermare i migranti, tra scafisti, milizie e servizi segreti.

Clicca e scarica Lettera aperta di Medici senza Froniere ai Governi d'Europa; Avvenire Ecco l'inferno libico, un milione di profughi in trappola; Corriere della Sera, Migranti e scafisti, cosa accade davvero in Libia

1 SETTEMBRE 2017 / POLITICHE MIGRATORIE (1). STA CAMBIANDO QUALCOSA IN ITALIA? Il 2 agosto la Camera dei Deputati e il Senato hanno autorizzato la missione militare di “supporto alla guardia costiera libica per le attività di controllo e contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani” (in pratica l’invio di “1 unità (navale) funzionale al supporto tecnico logistico e 1 pattugliatore”; ma in aprile erano già state consegnate alla marina libica 4 motovedette, in custodia dal 2011, nell’ambito di un impegnativo programma di addestramento della guardia costiera libica ad opera della Marina italiana).

L’autorizzazione dell’intervento (in pratica il si’ ad una deliberazione del Consiglio dei Ministri) si è accompagnata a segnalazioni ed inviti rivolti al Governo. Importantissimo quello, ascrivibile all’iniziativa della deputata bolognese Sandra Zampa, ad assumere le misure necessarie “affinché la gestione dei migranti, senza distinzione tra richiedenti asilo e migranti economici, da parte delle autorità libiche avvenga nel rispetto degli standard di diritto umanitario internazionale”, con particolare riguardo alle donne vittime di tratta, violenza e sfruttamento e ai minori non accompagnati. Camera e Senato, naturalmente, hanno ampiamente discusso il tutto (nelle loro Commissioni congiunte Esteri e difesa, prima, e poi in Aula). Ci è sembrata particolarmente rappresentativa delle diverse opinioni e dunque proponiamo ai lettori la discussione avvenuta nell’Aula della Camera dei Deputati.

Clicca e scarica la Deliberazione del Consiglio dei Ministri , la Risoluzione adottata dalla Camera dei Deputati , il Resoconto della seduta della Camera dei Deputati di mercoledì 2 Agosto
Alla fine di luglio è entrato in vigore il Codice di condotta per le Organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio dei migranti in mare (alcune Ong lo sottoscrivono, altre no). Il primo impegno chiesto alle Ong consiste nel “non entrare nelle acque territoriali libiche, salvo in situazioni di grave e imminente pericolo che richiedano assistenza immediata, e di non ostacolare l’attività di ricerca e soccorso (SAR) da parte della Guardia costiera libica”.
Il 7 agosto, un’imbarcazione della Guardia costiera libica spara alcuni colpi di avvertimento verso la nave dell’Ong spagnola Proactiva Open Arms. Nei giorni seguenti, in stretta successione, la Libia comunica all'Organizzazione marittima internazionale la sua Area di ricerca e salvataggio (eccedente il limite delle proprie acque territoriali); Medici Senza Frontiere, una tra le più importanti Ong che opera nel mar Mediterraneo centrale, allertata di “un rischio sicurezza” dal Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma, annuncia di sospendere temporaneamente le attività della sua unica nave, la Prudence. Viene presto seguita da altre Ong. Clicca e scarica Codice di condotta per le Ong impegnate nel salvataggio dei migranti in mare

Ci chiediamo: dai salvataggi e dall'accoglienza, correndo consapevolmente il rischio che l’Italia divenga il “campo profughi d’Europa”, la politica migratoria italiana sta forse oscillando, con atti ancora minimi ma che potrebbero diventare ben più incisivi, verso una politica di “contenimento” (di blocco) dei migranti affidandosi alla mano ruvida dei regimi e dei poteri autoritari e corrotti che controllano i paesi di origine e di transito dei flussi migratori?