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la vita di De Gasperi
fedele alla mia stella
IRS - Alcide De Gasperi - Bologna
discorso di Parigi (1946)
seminari De Gasperi


Giuseppe Dossetti, tra fede e politica

Proponiamo il testo di una intervista del monaco di Monte Sole alla rivista Bailamme (1993) che ci sembra attualissima. Il titolo è Spiritualità e politica. Dossetti prende subito posizione: nega che in politica esista, per qualcuno rispetto a tutti gli altri, una speciale “missione a fare” (questo “avvelena tutto”); aggiunge che la “professionalità” dell’impegno politico, al posto del servizio limitato nell’arco dell’esistenza, è una “degenerazione”. Più avanti, a proposito della sua “piccola storia”, confessa che essa “al di là dell'episodio politico (che nella mia vita è stato un episodio relativo, anche se molto significativo, un episodio che non rinnego, di cui ringrazio Dio, perché mi ha arricchito di molte cose) ha ritrovato una continuità nell'esistenza, che va al di là di questi momenti, di queste interruzioni fortuite di pura grazia, per cui Dio ti adopera.” Il monaco non concede alla nostra debolezza nessuna scusante, nessuna riserva, nessuna eccezione: “Questa grazia di Dio è chiara sopratutto se non la si cerca per niente”.
Profondità tra vita interiore e resistenza nella grande crisi democratica dei nostri giorni.

Clicca e scarica Giuseppe Dossetti, Spiritualità e politica


Decreto “Salvini” e immigrazione. Le nostre urgenze.

Emanato il 4 ottobre dal Presidente della Repubblica, il Decreto legge comincerà presto l’esame in Parlamento. Proponiamo il consueto “testo a fronte” della parte riguardante l’immigrazione (prima e dopo le modifiche proposte): clicca e scarica Decreto Salvini definitivo - Testo a fronte

Il decreto, oltre a disposizioni sulla cittadinanza, si limita a modifiche riguardanti per un verso la protezione umanitaria, per l’altro il rifugio politico e la protezione sussidiaria, l’uno e l’altra tipi della “protezione internazionale”, il rifugio a beneficio dello straniero o dell’apolide perseguitati, che non possono o non vogliono ricorrere alla protezione del paese d’origine o di ultima dimora abituale, la protezione sussidiaria a beneficio di chi non possiede i requisiti del rifugiato ma che, ritornando nel paese d’origine, correrebbe il rischio effettivo di subire un grave danno. Non sono previste, purtroppo, novità riguardanti altri tipi di accesso, che comportino minori aspetti problematici e minori rischi di “irregolarità” (a partire dai permessi per ragioni di lavoro).

Anche ad una prima lettura, il Decreto riduce fortemente la “protezione”: non solo limita ad alcune ben circoscritte ipotesi la protezione “umanitaria” (che finora è riuscita a coprire un’ampia gamma di situazioni di bisogno, integrando validamente rifugio e protezione sussidiaria), ma inasprisce la condizione degli stessi “richiedenti asilo”, il bacino da cui si originano rifugiati e ammessi alla protezione sussidiaria. Al netto, tra l’altro, degli aggravati termini di trattenimento per la verifica dell’identità o della cittadinanza (max 180 giorni!), il richiedente asilo in stato di necessità avrebbe accesso con i familiari solo ai centri di prima accoglienza per gestire l’emergenza posti sotto la regia delle prefetture, in luogo dei ben più qualificati Sprar coordinati dai Comuni (nei quali sostanzialmente entrerebbero i richiedenti ammessi alla protezione internazionale).

Seguiremo la discussione sul Decreto “Salvini” con alcune urgenze. L’urgenza dei cristiani:“Il Signore ... ama il forestiero e gli da pane e vestito. Amate dunque il forestiero” (Deuteronomio 10, 18-19). Ma vorremmo anche aggiungere che non ci piacerebbe per niente vivere in una comunità di soli “autoctoni”, che vive un rapporto geloso di proprietà col proprio territorio e non sopporta di variare popolazione senza perdere se stessa.

Sul fenomeno migratorio l’Associazione “Il Caffè geopolitico” pubblica un dossier a cura del nostro carissimo Lorenzo Nannetti. Clicca e scarica Il Caffè Geopolitico Il fenomeno migratorio: uno sguardo a lungo termine. In appendice alcune proposte di lettura.


Coppie e figli minori. Una proposta di legge assai controversa.

E’ una proposta organica ma assai controversa sull’affido dei figli dopo la separazione e il divorzio, in corso di esame al Senato, Commissione Giustizia, per iniziativa di parlamentari della “Lega Salvini premier” e del Movimento5Stelle (primo firmatario il senatore della Lega Simone Pillon).

Clicca e scarica il testo del Ddl Pillon - affido condiviso Testo a fronte (“a fronte” gli articoli in essere e quelli modificati del codice civile, del codice di procedura civile e della Legge sulla “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio”).

Sono sufficienti questi punti per comprendere il rilievo della proposta (e le stesse reazioni suscitate nella società): obbligo - senza eccezioni, nemmeno in caso di violenza di genere - di iniziare un percorso di mediazione familiare per i genitori di “prole minorenne” che intendono separarsi e redazione di un piano genitoriale; tempi paritetici del tempo del minore (compresi i pernottamenti) da trascorrere con entrambi i genitori; loro mantenimento diretto dei figli, con attribuzione a ciascun genitore di specifici capitoli di spesa; corresponsione dell’assegno di mantenimento di un genitore a carico dell’altro solo in via residuale e per un tempo determinato; indennizzo pari al canone di locazione al coniuge proprietario dell’immobile nel caso che il giudice stabilisca nell’interesse dei figli che questi mantengano la residenza nella casa famigliare, indicando in caso di disaccordo quale dei due genitori può continuare a risiedervi.

In questa materia dovrebbe sempre valere il “superiore interesse del minore”. Al riguardo l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha recentemente predisposto una preziosa “Carta dei diritti”: 10 punti essenziali da tenere a mente proprio nell’esame di proposte di legge come quella del sen. Pillon.
Clicca e scarica la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori


Giustizia e democrazia nella Cisl: il sindacato è un problema o una risposta?

Il 22 settembre scorso si è tenuto a Bologna un convegno di sindacalisti, ispirati alla testimonianza del dirigente della Cisl veronese Fausto Scandola, espulso dall’organizzazione per la protesta contro i compensi e le pensioni dei dirigenti. Un caso esemplare, essendo una questione non solo di “soldi” ma anche di libertà e di democrazia associativa. Hanno partecipato, tra gli altri, Savino Pezzotta, Maurizio Ori, Gianni Italia, Giovanni Graziani, Giovanni Avonto e Adriano Serafino. Clicca tutta la discussione sul sito Sindacalmente. Il Presidente dell’Istituto De Gasperi ha svolto un intervento sulla deriva oligarchica nei movimenti organizzati della tradizione democratica, approfondendo alcune evidenze dello Statuto e dei regolamenti della Cisl. Clicca e scarica Intervento Cella.